Città/campagna (1960-1970)

Il disegno della campagna viene scosso dall’urbanizzazione, il pittore si trasferisce in città. Attorno al 1960 il collegamento che lo teneva unito al luogo d’origine si tronca di netto. Lo spazio figurativo del pittore conosce per la prima volta l’apertura su un presente la cui forma non è già predeterminata, ma diventa spazio aperto a differenti potenzialità compresenti. E’ l’effetto della nascita di una individualità che si riconosce in possesso di una libertà prima impensabile, ma anche di solitudine e disperazione sconosciute. Questo è il momento di equilibrio fra passato contadino e presente urbano.

 

Al Catalogo ragionato, suddiviso in 4 capitoli, si affianca il Catalogo generale, che contempla pressoché tutte le opere di Giulio Ruffini (suddivise per temi ordinate in ordine cronologico).

Realizzato con il contributo della Regione Emilia-Romagna l.r. 2/2022

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